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ALTRE ATTIVITA'

IL FERRO BATTURO ED IL RAME SBALZATO

La lavorazione del ferro battuto, legata nella provincia di Lecce ad antiche e nobili tradizioni, ha ricevuto in tempi recenti notevole impulso dall’appassionata opera di Antonio D’Andrea, che in Lecce fondò una bottega-scuola, destinata, sotto al sua guida, a creare e far conoscere in tutta Italia ed all’estero veri e propri capolavori dell’arte del ferro battuto, riconfermando al Salento il primato storico-artistico in campo nazionale di questa tipica arte. lì suo gusto e la sua perizia si ricollegano agli abilissimi artigiani del settore, famosi per aver creato, nei secoli XVI e XVII, nelle loro fucine, i decori e le casellature di tanti palazzi e Chiese del Capoluogo, in uno stretto rapporto tra uomo e materia, ed in felice ed armoniosa sintesi tra il manufatto in ferro battuto, lo stile rococò e il barocco leccese.
In questo solco operano ancora in numerosi centri come Lecce, Soleto, Maglie, Galatina, Tricase ed altri, utilizzando mezzi di lavoro millenari (incudine, martello forgia), abili artigiani dalle cui mani nascono una varietà di opere leggere e fini come cesellature e merle: candelieri, lampade e lampadari, testate diletti, grate, alari e griglie di camini, oppure intonate a costruzioni antiche e moderne cui sono destinati, balaustre, ringhiere di scale, inferriate di finestre, ornamenti architettonici, cancellate, dipinte in nero ferrigno o antracite, verde ramato o oro antico.
Notevole la produzione in rame battuto, sbalzato o cesellato.

INTAGLI E TARSIE IN LEGNO

Notevole nell’intera provincia la produzione artigianale in legno, ad opera di ebanisti, doratori, tornitori di oggetti in radica di olivo, creatori di pregevoli mobili d’arte.
Altri mestieri sono inoltre collegati con mondo del lavoro artigiano leccese: disegnatori, ornatori artistici e riiegatori di libri; sartorie artigianali su misura, impaglia sedile, piccoli produttori artigianali di berretti, di borse in rafia, di scarpe, di maglieria ecc.
La lavorazione del legno é stata una tra le più antiche esercitate e sviluppate dalle genti salentine, anche se la struttura del territorio, con assenza di monti e conseguentemente di boschi, non ha favorito più di tanto gli impegni dei pastori primitivi.
Ma la lavorazione del legno ha trovato una formidabile spinta nella necessità di realizzare strumenti ed utensili utili per il lavoro quotidiano, tanto nelle forme più elementari, quanto in quelle più "strutturate": i traini salentini, sotto questo punto di vista, sono esemplari della capacità delle nostre genti d’un tempo (ed i tocchi di colore che vi venivano realizzati testimoniano bene la finezza del gesto lavorativo, sempre "nobilitata" dall’attenzione al bello estetico oltre che funzionale); come pure restano bellissimi innumerevoli oggetti in legno di fattura pregiata, dai vassoi con motivi decorati agli oggetti torniti con efficacia.
Su un piano differente ma parallelo si collocano oggi le belle tarsie lignee che legano la mitologia alla storia della nostra terra, all’in­canto di una mano sensibile ed attenta.


MOSAICI, VETRI E SMALTI

Dovute a contaminazioni relativamente recenti, ma non per questo meno importanti, le realizzazioni di mosaici, vetri e smalti arricchiscono il quadro dell’artigianato leccese, individuando una gamma di esperienze sovente di eccelsa qualità, mai banali, vanto delle tradizioni locali, nonché occasione irripetibile per il turista di ammirarne gli esempi lontano da questa terra di sole, lavoro ed ingegno.
I riferimenti culturali dei mosaici sono di primordine: si pensi alla Cattedrale di Otranto ed a Casaranello.
Otranto e Taurisano sono i comuni in cui più di altri si é affermata questa difficile arte.
Le esperienze artigiane del vetro hanno trovato impulso nei contatti con le genti venete e nei loro insediamenti nel Salento: si ricordano, tra le altre, le città di Arnesano, Lecce e Trepuzzi.
La lavorazione degli smalti infine, ha potuto diffondersi nella nostra zona grazie alla meritoria attività degli Istituti d’Arte ed alla loro rivisitazione di esperienze esterne (ad es. Urbino). Testimonianze di rilievo si i possono rinvenire a Parabita, Galatina, Poggiardo.


INTRECCI IN GIUNCO

La lavorazione del giunco esiste, nella provincia di Lecce, da tempo immemorabile, ed è alimentata da giunchi palustri e canneti comuni, nonchè da vimini. Essa è rimasta localizzata nel Comune di Acquarica del Capo ed è basata sulla produzione specializzata di cesti e panieri per la raccolta della frutta (uva, fichi, pomodori), di contenitori e forme per le ricotte o la "giuncata", e di "sporte", borse ed altri oggetti per la persona e per l’arredamento. Ma esistono pure i lavori ad intreccio, realizzati con canne e succhioni di olivi, in forme varie, con tecniche strettamente artigianali e risultati che ne evidenziano l’originalità e il buon livello qualitativo, specie se confrontati con l’attua le produzione industriale di similari oggetti in plastica.

 
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