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Itinerari: Cutrofiano
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Chiese e Cattedrali Musei Lecce

CUTROFIANO

CUTROFIANO, 9577 abitanti, è un’operosa cittadina della provincia di Lecce.
Situata nel centro del Salento a 85 m sul livello del mare, dista 27 km da Lecce, 20 da Gallipoli sullo Jonio, 26 da Otranto sull’Adriatico, 50 dal Capo di Leuca. 
Il nome, che può risultare strano, ha invece origini nobili ed antichissime, deriva infatti dal greco e rimanda alla lavorazione della creta. L’argilla e Cutrofiano costituiscono un binomio inscindibile da sempre, come documentano frammenti di ceramica di produzione locale ritrovati in siti diversi del vasto agro cutrofianese, ed attualmente conservati presso il Museo della Ceramica. Tali rinvenimenti attestano che Cutrofiano era abitato fin dalla preistoria; della continuità abitativa del territorio sono una prova le diverse ville rustiche di epoca romana localizzate nelle contrade Badia, Scacciato, Castelli, Piscopio, Padiglione, Cavallerizza.
Chorion bizantino, fu frequentato da monaci basiliani (cripta di S. Giovanni) e conservò il rito greco fino al XVII sec.. Distrutta nel 1480 durante il “sacco di Otranto”, dal 1664 fu ducato dei Filomarini illustre ed antica famiglia napoletana.
Il CENTRO STORICO, artisticamente povero ma suggestivo per la presenza di strette strade lastricate "a chianche" (pietra di Soleto), e di bianche casette ricoperte di tegole rossastre, giustifica un antico detto popolare che vuole a Cutrofiano “nè servi nè patruni”.
Infatti, grazie alla fertile terra ed alla piccola proprietà diffusa, quasi ognuno possedeva una casa anche se modesta. Si differenziano da questo schema il seicentesco PALAZZO CALO’, con un portale sormontato da un irridente mascherone, il settecentesco PALAZZO BUCCI e il PALAZZO DUCALE tutti in via Filomarini.  Artisticamente interessanti sono anche i DUE PORTALI SETTECENTESCHI in pietra leccese siti in via Gorizia, l’altro su corso Bovio.
Il PALAZZO DUCALE, opera seicentesca di Francesco Manuli, è il risultato dell’adattamento e della ristrutturazione del preesistente castello da parte dei Filomarini, duchi di Cutrofiano.
Dell’antica costruzione rimangono parte del piano inferiore ed una torre quattrocentesca.
Sono riconducibili al Cinquecento i balconi della facciata in piazza Municipio, l’elegante gruppo scala e il balcone che si affaccia nel grazioso cortile che stilisticamente fa riferimento alla migliore scuola della seconda metà del XVI sec..
La sobria facciata di via Filomarini, in pietra locale, con portale bugnato ed i doccioni antropomorfi, risalgono al XVII sec.
L’interno, attualmente non visitabile, risulta notevolmente rovinato dall’uso improprio fattone all’inizio del nostro secolo.
La CHIESA MADRE, dedicata a Maria SS. della Neve, edificio più volte ristrutturato ed ampliato tra il XVI ed il XIX sec., ha pianta longitudinale a tre navate divise da possenti colonne in pietra leccese di ordine dorico con arco a pieno centro.
I seicenteschi altari laterali mirabilmente scolpiti in pietra leccese, stilisticamente attinenti ai moduli di G. Cino, incorniciano tele di scuola napoletana.
Tra queste, di notevole pregio il dipi nto di Francesco Solimena (l'altare a sinistra) raffigurante la Vergine col Bambino ed i Santi Gennaro e Francesco d’Assisi. Interessante il Crocifisso ligneo di ignoto maestro del Settecento (20 altare a destra).
Le pitture murali presenti all’interno sono d’inizio secolo, opere di Isaia Negro.
La CONGREGA DELL’IMMACOLATA è un monumento notevole del tardo barocco salentino. Edificata tra il 1764 ed il 1772 su progetto dell’architetto Felice De Palma, presenta una facciata divisa in due parti: in quella superiore si nota il ricco stemma borbonico sormontante la finestra centrale. Ai suoi lati si ergono due nkchie con conchiglie che accolgono rispettivamente le statue dei Santi Rocco e Filippo Neri. Un frontone monocuspidato conclude la facciata centrale sulla cui sommità è collocata la statua della Madonna Immacolata.
L’interno, purtroppo rimaneggiato in epoca recente (parte inferiore), è costituito da un ampio ed unico vano a pianta ottagonale allungata. Ricchi medaglioni in pietra leccese stile rococò incorniciano le settecentesche e pregevoli tele di Saverio Lillo, raffiguranti episodi della vita della Vergine.
Il MUSEO COMUNALE DELLA CERAMICA DI CUTROIIANO è temporaneamente alloggiato nei locali della BIBLIOTECA COMUNALE, ed accoglie un cospicuo numero di oggetti tradizionali, in gran parte prodotti in passato dagli artigiani locali. Questa raccolta comprende circa 500 pezzi ed èsuddivisa secondo gli usi a cui erano destinati i vari oggetti.
Accanto a questa raccolta tradizionale vi è conservato anche del materiale archeologico, costituito soprattutto da frammenti raccolti nella campagna cutrofianese. Questo materiale va dal periodo medieva e mo a quello romano, ed in piccola parte alla preistoria.
La CRIPTA BIZANTiNA Di SAN GIOVANNI è un ipogeo circolare con colonna centrale, scavato nella roccia e risalente all’Vili sec. d.C.. Affrescato dai monaci bosiliani era collegato, in tempi remoti, ad una ampia chiesa paleocristiana. Attualmente rimangono la struttura e rare tracce di affresco.
Nelle vicinanze sono presenti numerose tombe bizantine ed un frantoio sotterraneo.

 
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