«Torna alla home | I Comuni del Salento | Mappa Salento | Pubblicità | Contatto | Link | I nostri banner |  
| Salento Storico | Eventi Salento | Ricette Salento | Itinerari Salento | Alloggi Salento | Prodotti Tipici | Salento Ristoranti | Artigianato |
Il nostro mare: Litoranea Adriatica
Introduzione Otranto Litoranea Adriatica Santa Maria di Leuca
Litoranea Jonica Gallipoli

LITORANEA ADRIATICA

Dopo Otranto comincia l'altipiano, la strada sale subito oltre il colle della Minerva, dove la chiesa di San Francesco ricorda il sacrifi­cio dei martiri; in lontananza si scorge la Torre del Serpe simbolo della città.
Il paesaggio si fa brullo, aspro, ma il mare in basso si fa più profondo, più azzurro. La strada segue il profilo della costa in tutta la sua a volte profonda sinuosità. Sul mare, a intervalli, una torre spagnola o saracena, che fa tutt’uno col contrafforte naturale in cui si innalza la costa ogni tanto. Il litorale sino a Santa Maria di Leuca é ricco di quei caratteristici fiordi salentini. Una roccia chiara, così come la descrive Virgilio nell’Eneide e come dovette apparire ai suoi compagni, quando finalmente sbarcarono a Porto Badisco.
Dopo alcuni chilometri di splendida costa selvaggia, superata Gagliano, ultima stazione ferroviaria d’Italia, si arriva a Santa Maria di Leuca, una conca che dolcemente scende al mare dove pare quasi di vedere l’incontro tra l’Adriatico e lo Jonio. Il mare é quanto mai vivo e vario, con un fondale basso e variopinto all’altezza degli arenili, profondo e ricco di vegetazione vicino alle punte.

PORTO BADISCO

Definito dai geografici un fiordo in miniatura. E' questo l' approdo di Enea! Ed è questa la terra al cui primo apparire, eruppe possente dal petto di Acate, il grido: Italia, Italia!
Porto Badisco, per i geologi e gli storici è il "santuario della preistoria" rappresentato dalle "Grotte dei Cervi", cavità naturali con un complesso di pitture rupestri datato grosso modo tra i 4000-6000 anni a.C., il più importante d'Europa nel suo genere.

SANTA CESAREA TERME

Nuovo quanto gradito incontro: quello di S. Cesarea Terme che, alla rinomanza delle sue sorgenti idroterapiche, aggiunge quella di una amenissima località.
Le sorgenti termali sgorgano in quattro distinte grotte: la "Gattulla", la "Fetida", dalla quale si traggono i fanghi naturali, la "Solfatara" e la "Grotta Grande" da cui sgorgano acque sulfuree.
Gli stabilimenti termali sono tre - le Terme Gattulla, le Terme della Grotta di Santa Cesarea, le Terme dell'Albergo Palazzo - e sono attrezzati per le cure dei bagni e dei fanghi e dispongono di reparti sussidiari per inalazioni, nebulizzazioni, ecc.

GROTTA ROMANELLI

I ritrovamenti paleolitici di Grotta Romanelli, che documentano le più svariate metamorfosi di cui fu oggetto la penisola salentina nel corso dei millenni, hanno dato la possibilità agli studiosi di ricostruire quella che dovette essere la vita dei primi abitatori di queste contrade, in un tempo che si allontana da noi per uno spazio di circa duecentomila anni.
Questa grotta, scoperta da Paolo Emilio Stasi, va considerata come una delle stazioni dell'uomo paleolitico più importanti ed il suo interesse è ampiamente documentato dal materiale rinvenuto. Alcuni ditali rinvenimenti costituiscono le prime rappresentazioni umane nel campo delle arti figurative, come i graffiti che si notano sulle pareti della grotta ed una lastra di pietra a tinta rossa con figurazioni primitive. Dal lato geo-paleontologico, la breccia ossifera di Grotta Romanelli, ha consentito una perfetta ricostruzione delle alterne fasi climatiche di queste contrade, l' avvicendarsi dei periodi di glaciazione a quelli di clima tropicale, attestati da preziosi reperti di fauna antica come la renna, il pinguino boreale, l' elefante primigenio nonchè di fauna tropicale.

GROTTA ZINZULUSA

Quanto alla "Zinzulusa", essa è l' unica grotta che si presenti con una notevole ricchezza di concrezioni che la rendono particolarmente interessante anche dal lato turistico. Le sue formazioni stalattitiche e stalagmitiche, per trasparenza e capricciosità, danno adito alle più svariate composizioni architettoniche e scultoree. Dal lato scientifico e segnatamente biologico, essa ospita una fauna cavernicola che formò oggetto di studio appassionato da parte di Filippo Bottazzi che vi scoprì la "Speleomisis Bottazzi" e la "Thiphlocaris salentina": quest'ultima priva dell'organo visivo.
La zona costiera soprastante la grotta è stata opportunamente valorizzata dall'ex E.P.T. che, oltre a costruire la strada di accesso alla grotta, rendendo così più agevole la visita, ha realizzato l'impianto di illuminazione ed importanti opere accessorie destinate a richiamare sempre più larghe correnti di forestieri.

CASTRO

Proseguendo sulla litoranea, che si sviluppa come una interminabile terrazza costantemente protesa sul mare, dopo circa sette chilometri, si giunge a Castro.
E' questa un'altra delle più interessanti località salentine, oltre che per i suoi aspetti panoramici, anche per le sue attrattive monumentali e scientifiche.
Castro si divide in due nuclei abitati: Castro Superiore e Castro Marina. Il primo conserva tuttora importanti vestigia del suo antico splendore: gli avanzi di una CATTEDRALE bizantina, i resti di un MANIERO cinquecentesco, i quattro torrioni delle diroccate mura che cingevano la città. Malgrado la modesta quota altimetrica dell' abitato (poco più di 90 metri sul livello del mare), si ha l'impressione d'essere capitati in un paesino di montagna.
Castro Marina, invece, con le sue case, con le sue villette annidate e raccolte in una insenatura della costa, con la sua caratteristica rada, rappresenta in estate un' oasi di pace e spensieratezza.

TRICASE

La litoranea prosegue toccando Marina di Andrano, famosa per la sua grotta "Verde", e più a sud Porto Tricase: altra suggestiva e riposante località balneare, anch' essa molto ben frequentata.
Dall' alto della vicina "serra", si domina uno dei più vasti e luminosi panorami della provincia. Quindi Tricase Marina, porto rifugio sicuro dove sono sorte, accanto alle vecchie ville gentilize, nuove villette, bar ristoranti, piste da ballo, locande. La scogliera é accessibile e varia per la presenza di calette, piccole insenature.
Per proseguire quindi fino a Leuca si può anche riprendere la via dell'interno, percorrendo la provinciale che conduce a Tricase, dove è possibile ammirare la severa mole del CASTELLO cinquecentesco: uno dei meglio conservati della provincia. Un altro interessante castello, degno di richiamare l'attenzione del turista, èquello di Tutino, piccola frazione di Tricase. Prima di giungere a Leuca, si può sostare a Tiggiano, Corsano e Gagliano del Capo.

 
Salento Story
 
 
Alloggi Salento
 
 
Artigianato Salento
 
 
Prodotti tipici Salento
 
 
 
 
 
 
  Mediaday srl