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Comune di Soleto: Scavi Archeologici
 
» La Mappa di Soleto

La "Mappa di Soleto"

Ecco la mappa più antica dell'Occidente

Fig 1. - Il reperto archeologico

"Una scoperta cosi' imprevista e clamorosa da aver fatto dubitare sulla stessa autenticita' del reperto". Con queste parole gli archeologi hanno voluto commentare l'incredibile scoperta. E' conosciuta come la Mappa di Soleto e si trova su un vaso di terracotta (Fig. 1) in ceramica scura ed è grande poco più di un francobollo con l'incredibile raffigurazione, graffita su uno dei lati, del 'capo Iapigio' cosi come lo definivano gli antichi, corrispondente all'attuale Salento meridionale. La data risale al 500 avanti Cristo. Il reperto archeologico è stato scoperto circa due anni fa da un archeologo belga, Thierry van Compernolle negli scavi da lui condotti nella piccola città di Soleto, prima con una missione della Libera Università di Bruxelles, poi con una dell'Università Paul Valery Montpellier III. Nonostante alcune indiscrezioni circolate negli ultimi mesi sulla caratteristiche e sull'età della mappa fino ad ora non se ne sapeva molto.
Fig 2. - Tomba
"Ora possiamo divulgare la notizia, perché siamo certi che questa è la più antica carta del Mediterraneo e più in generale della civiltà occidentale", ha spiegato il ricercatore al News Telegraph, che ha reso nota la scoperta. La mappa, esattamente come una carta dei nostri giorni, riporta diverse località con il loro nome ed è scritta in greco antico e in parte in messapico, la lingua della Messapia (terra di mezzo), ossia l'antica penisola salentina, posta tra il mondo greco ed il territorio occupato dagli Itali.
"La mappa è unica in un certo senso: rappresenta una linea costiera che inquadra la parte meridionale della penisola salentina (cioè la Iapigia) ed è possibile riconoscere i mari che la circondano, lo Ionio e l'Adriatico da linee parallele a zig zag", dice Mario Lombardo, professore di storia greca ed epigrafia all'Università di Lecce.
Sul lato occidentale della mappa si riconosce il nome greco di Taranto, Taras.
Inoltre sono presenti altre 13 città, indicate sulla mappa con dei punti, come succede nelle mappe moderne. Molte di queste città esistono ancora: Otranto, Soleto, Ugento, e Santa Maria di Leuca. Secondo Lombardo, la mappa è frutto di un lavoro combinato di più persone: alcuni nomi di città sono scritte in un modo molto regolare ed elegante, mentre altri sono scritti in modo più disordinato.
Oltre ad essere la più antica mappa proveniente dal mondo classico, la Mappa di Soleto è anche la dimostrazione che gli antichi Greci erano realmente interessati nel rappresentare aree realmente esistenti e lo fecero ancora prima ancora dei Romani. Dalla letteratura era noto che tra i Greci fosse ben chiaro il concetto di mappa, ma fino ad oggi non ne era mai stata scoperta una con così chiari riferimenti. Questa scoperta ripropone agli storici da un lato il problema di riconsiderare gli inizi dell'antica cartografia, dall'altro di reinterpretare e approfondire le relazioni che vi erano tra le popolazioni della Messapia e i vicini Greci. Secondo un'ipotesi, infatti, i Messapi, potrebbero essere giunti proprio dalla Grecia con la quale avrebbero sempre tenuto stretti contatti e il loro linguaggio potrebbe essere una elaborazione di un dialetto dell'Illiria, la regione corrispondente all'attuale fascia costiera orientale del mare Adriatico. Ma di quanto sono antecedenti le più antiche mappe finora conosciute? Gli storici della cartografia hanno fornito differenti versioni su quelli che possono essere considerati i documenti cartografici più antichi del mondo. Nel 1963 durante scavi presso la località di Catal Hyuk, nell'Anatolia centrale, venne alla luce una rappresentazione murale di circa tre metri di lunghezza, la cui datazione è del 6200 a. C. circa. La mappa di Soleto è contemporanea del matematico greco Pitagora, che creò una scuola di filosofia a Crotone, attualmente in Calabria, sull’altro lato del Golfo di Taranto.
Fig 3. - Zona ritrovamenti archeologici
D'intesa con lo scopritore, la soprintendenza per i beni archeologici della Puglia ha deciso quindi di divulgare "l'eccezionale scoperta" realizzando negli spazi rinnovati al piano terra del museo nazionale di Taranto una specifica mostra dedicata alla "Mappa di Soleto". Nella mostra - che è stata inaugurata il 16 novembre - il frammento ceramico iscritto (Ostrakon) rappresenta il punto di arrivo di un percorso che colloca Soleto nella geografia antica del Salento, e la scoperta della 'mappa' sullo sfondo dei rinvenimenti archeologici avvenuti nella citta' salentina nel corso degli ultimi 20 anni, illustrando inoltre il reperto nei suoi diversi aspetti, in particolare epigrafici e linguistici.
Come è noto presso il Museo Nazionale Archeologico di Taranto è visitabile gratuitamente dal 17 novembre u.s. la mostra La mappa di Soleto.
Eventuali prenotazioni per gruppi di non oltre 30/35 studenti potranno essere effettuate telefonando al seguente numero 099/4532112.

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